La compagnia degli “Urdunara” o più precisamente dei “mulattieri o vetturale” è stata costituita ufficialmente nel 1922 anche se la sua ideazione risale al 1916. Con il termine “Urdunara” si intende un gruppo di persone dedite al trasporto di carbone, legna, neve e altre derrate, che con tre o quattro muli “rinnati” si recavano settimanalmente nel luogo denominato “Passo Saino Cannedda” e dopo aver completato il carico, si riunivano per prendere un boccone. Proprio durante uno di questi incontri i signori Calandra Checco Giacomo, Catania Cerro Giacomo, Russo Papo Domenico, Testa Camillo Antonino e Calandra Checco Salvatore decisero di istituire la Compagnia Vetturale. Scelsero come effigie l’immagine di Sant’Antonio di Padova. Nel 1940 si procedette così alla costituzione di un’amministrazione così formata: un presidente, un segretario e cinque consiglieri. Tutto questo portava al cambiamento del sistema di aggiudicazione della bandiera degli “urdunara”. Si passò da mettere la bandiera all’asta al sorteggio stesso. Con il ricavato si acquistavano carne di capra e vino. Parte della somma invece veniva donata alla confraternita del Santo o devoluta per opere pie. Il vincitore della bandiera sorteggiata nel “Chiano a Cannedda” ha tutt’oggi il compito di esporla nel balcone della propria abitazione per diversi giorni e custodirla per un anno intero fino al nuovo sorteggio. Nel 1950 un particolare di notevole rilevanza ha caratterizzato la compagnia: la bardatura dei muli, finimenti forniti dai mastri sellai troinesi, con lavori quali “tistali”(campanelle), “battifianchi”, “cudera”, “fadali”, “pusala” (fasce per caviglie), “nappe”, fiocchi, nastrini e rami d’alloro. L’alloro deve essere presente all’orecchio, nel taschino del vestito di velluto, nella coppola o in testa. Quasi tutti avevano il fucile a tracolla o di traverso sopra le gambe e alcuni recavano forche e bastoni con appesi cosciotti di castrato, di capra o della selvaggina come conigli, lepri o colombacci. Possono far parte della compagnia solo i diretti discendenti maschi dei soci al compimento del 18° anno d’età. Il sorteggio della bandiera viene effettuato solo tra i soci e quelli impossibilitati a parteciparvi possono fare delega ad un altro socio. Il vincitore della bandiera deve ritornare dal pellegrinaggio a cavallo assieme alla compagnia. Oltre a questa compagnia e alla confraternita, alla festa da “Cannedda” concorreva anche l’associazione dei cacciatori capitini che attuavano una vasta battuta di caccia in tutto il territorio.